Banda 700 | Tv 4.0

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Nel corso del processo di rilascio della banda 700MHz – coordinato a livello UE e motivato e cadenzato per rilasciare le frequenze ad uso del 5G – ci sono due passaggi tecnologici che rendono inutilizzabili gli apparecchi TV obsoleti ancora presenti nelle abitazioni:

 

  • Il 1° settembre 2021 cambia lo standard di compressione e codifica poiché si deve abbandonare l’MPEG-2 a favore di standard successivi come MPEG-4 o superiori: i televisori che attualmente non vedono i canali HD non saranno più in grado di ricevere i segnali televisivi.
  • Negli ultimi dieci giorni di giugno (21-30 giugno 2022) si passrà dal DVB-T al DVBT-2: lo standard trasmissivo di seconda generazione permetterà un uso più efficiente delle frequenze, grazie ad unaumento della banda sfruttabile a parità di frequenze utilizzate.

Dovranno cambiare televisore tutti quegli utenti che ancora hanno ricevitori solo DVB-T.

 

La legge tutela i consumatori avendo previsto l’obbligo di vendita al dettaglio di ricevitori DVB-T2.

IL TESTO DI LEGGE

“Al fine di assicurare ai consumatori la migliore qualità di visione dell’alta definizione, a partire dal 1° luglio 2016 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con tutte le codifiche approvate nell’ambito dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU). Per le medesime finalità, a partire dal 1° gennaio 2017 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti ai consumatori nel territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con tutte le codifiche approvate nell’ambito dell’ITU. Per le successive evoluzioni delle codifiche, gli obblighi previsti dal presente comma decorrono rispettivamente dal diciottesimo e dal ventiquattresimo mese successivi all’approvazione da parte dell’ITU. Con regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono indicate le codifiche che devono considerarsi tecnologicamente superate, in ordine alle quali non sussistono gli obblighi previsti dal presente comma.”

 

(articolo 3-quinquies, comma 5 del d.l. 2 marzo 2012, n. 16, come convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44  come modificato dall’art. 3, comma 1, legge n. 11 del 2015)

 

(lo standard di codifica HEVC Main 10, di cui alla raccomandazione ITU-T H.265 è stato approvato il 22 dicembre 2016, ndr)

 

Test HEVC main 10. Sul MUX1 di Rai, al tasto del telecomando (LCN) 100, e sul MUX4 di Mediaset, con LCN 200, del digitale terrestre è in onda un segnale di test in standard DVB-T HEVC Main10. In questa fase preliminare, la finalità del servizio è quella di valutazione esclusivamente tecnica da parte delle autorità competenti e degli operatori di mercato.

 

Bonus tv, cosa. Dal 18 dicembre presso i rivenditori accreditati (punti fisici e online) è possibile accedere al “bonus TV”, il contributo per l’acquisto di ricevitori TV (decoder o televisori) conformi al digitale terrestre di nuova generazione o per l’acquisto di ricevitori satellitari.  Il bonus, introdotto definitivamente con il decreto interministeriale (MISE-MEF) del 18 ottobre 2019 (GU Serie Generale n.270 del 18-11-2019), è destinato alle famiglie con reddito Isee fino a 20.000 euro annui. È erogato sotto forma di sconto fino a 50 euro sul prezzo di acquisto di un ricevitore per nucleo familiare, cifra che copre completamente il prezzo di un decoder di nuova generazione.

Bonus Tv, ricevitori idonei. Il contributo vale per l’acquisto di “apparecchi atti a ricevere programmi e servizi radiotelevisivi”, quindi si applica a televisori o decoder esterni: in quest’ultimo caso gli apparecchi dovranno essere dotati di presa o di convertitore idonei ai collegamenti alla presa SCART dei televisori.

Tutti i ricevitori devono essere dotati di interfacce di programmi (API) aperte. I contributi sono erogati per i ricevitori a prescindere dalla piattaforma tecnologica scelta dal consumatore (terrestre, satellitare, cavo).  In caso di   digitale   terrestre, gli apparecchi devono incorporare la tecnologia DVB-T2 HEVC, Main 10.

Sul sito MISE, nella sezione dedicata  ai produttori di apparati (per la registrazione degli apparecchi idonei a usufruire del bonus TV, autocertificazione) è consultabile la lista dei ricevitori idonei a ricevere il contributo per marca, modello, e EAN. La lista è costantemente aggiornata, ad oggi (15 luglio 2020)  sono oltre 4.800 i modelli presenti. Sempre dal sito MISE è scaricabile un facsimile del modulo che il consumatore dovrà compilare presso il punto vendita (autocertificazione Isee, con esibizione di documento di identità e codice fiscale) per accedere al bonus. Per il rivenditore lo sconto permette di maturare un credito di imposta previa registrazione sulla piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus TV, quando e quanto. Il contributo è concesso fino al 31 dicembre 2022 (ossia sei mesi dopo il passaggio definitivo alla nuova tecnologia trasmissiva, previsto entro il 30 giugno 2022), oppure fino all’esaurimento dei fondi pari complessivamente a 151 milioni di euro, così suddivisi: 25 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019, 76 milioni di euro per l’esercizio 2020 e 25 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2021 e 2022.

 

Parco televisori attuali.  Il numero di famiglie che devono sostituire gli apparecchi TV e i decoder è stimata dalla Fondazione Ugo Bordoni, che a partire dalla Ricerca di Base Ipsos per Auditel, ha approntato un meccanismo di verifica dei ricevitori presenti presso le famiglie intervistate, che viene proiettato sul totale italiano. Si tratta di stime periodiche, accessibili sul sito del MISE.

L’ultima ricognizione, la terza, risale al Marzo 2020 (pubblicazione, field nel mese di febbraio), e come tale non tiene conto del rallentamento delle attività, anche d’acquisto, per effetto dell’emergenza medico-sanitaria da Covid-19.

 

Le proposte di CRTV per agevolare la transizione degli utenti. CRTV non ha mancato di sottolineare che i fondi stanziati (151 milioni di euro complessivamente) costituiscono una parziale compensazione dei costi a carico degli utenti, e sono sufficienti a coprire solo le famiglie più disagiate solo nel passaggio da MPEG-2 a MPEG-4, ma insufficienti per il passaggio di tali famiglie da DVB-T a DVB-T2.

I beneficiari del bonus TV (max 50 euro ciascuno) sono infatti 3 milioni di famiglie, pari a circa il 60% degli aventi diritto. Il governo ha accolto tale sollecitazione e per voce del Sottosegretaria di Stato per lo sviluppo economico Mirella Liuzzi, ha dichiarato di voler incrementare un nuovo finanziamento della misura per allargare la platea dei cittadini ammessi ad usufruire del contributo.

Per garantire il passaggio tecnologico di tutta la popolazione e per evitare che il costo di tale passaggio finisca per ricadere prevalentemente sulle famiglie, CRTV ritiene che siano necessari interventi addizionali estesi a una platea più ampia: le misure potrebbero essere inquadrate nell’ambito di meccanismi di sgravi fiscali incentivanti lo smaltimento virtuoso degli apparecchi TV obsoleti in ottica Green New Deal..

 

TV 4.0, HbbTV e Smart TV. Oltre a liberare nuove frequenze per il 5G, il passaggio alla nuova tecnologia di trasmissione, grazie all’introduzione dei nuovi codec di compressione audio-video, permetterà di supportare i contenuti ad altissima definizione anche sulla televisione gratuita. Con l’adozione delle nuove tecnologie si permetterà pertanto alla TV via etere di evolvere, svilupparsi e  competere seguendo standard qualitativi  già sperimentati dagli utenti su altre piattaforme.

Sempre sul fronte dell’accessibilità di ulteriori contenuti e servizi sul televisore di casa, si segnala, sul fronte dell’interattività la diffusione di un nuovo standard: si chiama HBBTV (acronimo di Hybrid Broadcast Broadband TV) ed è un  protocollo sviluppato dalle maggiori industrie mondiali dei produttori di televisori e dai broadcaster, che permette di ampliare i contenuti di ogni canale televisivo, ricevibile via antenna terrestre o via satellite, tramite un collegamento a Internet. Ogni emittente può quindi caricare, insieme al canale tradizionale, informazioni aggiuntive, ulteriori programmi tv o una completa rassegna dei programmi già andati in onda, sfruttando la connessione a Internet.

L’HBBTV è una piattaforma ibrida e aperta che consente agli utenti di accedere a contenuti di diversa natura e provenienza; oltre ai contenuti extra caricati dalle emittenti, l’utente potrà accedere a programmi on demand, programmare la registrazione di programmi TV, chattare e accedere a social network.

Lato utente un televisore compatibile con lo standard “ibrido” funziona esattamente come i televisori attuali, ossia per vedere i canali del digitale terrestre (o satellitare) si dovrà collegare il dispositivo all’antenna TV relativa. Per accedere ai servizi interattivi – sarà il televisore a segnalare all’utente quando questi saranno disponibili – il televisore dovrà essere connesso alla rete Internet di casa. Un televisore predisposto per la HBBTV ha un bollino apposito esposto.Rispetto alla smart TV, che permette l’accesso online attraverso un software e una scelta predeterminata dal costruttore di ricevitori televisivi, l’HBBTV è uno standard i cui contenuti di origine broadcast, permettono maggiori livelli di interazione e coordinamento con gli stessi, inclusa la comunicazione pubblicitaria.

TV 4.0 e 5G. Il passaggio alla TV 4.0 traghetta la TV verso una piattaforma evoluta, broadcasting e on demand, con dimensioni, risoluzioni e user experience di altissimo livello in interazione con servizi di TV enhanced (arricchita).

La tecnologia broadcast nella sua versione più evoluta DVB-T2 è la più efficiente, la più ecologica e la meno costosa per la diffusione di contenuti a un numero molto elevato di persone contemporaneamente e in tempo reale.

I sistemi broadcast sono i più rispettosi della privacy degli utenti e dei vincoli sulle emissioni elettromagnetiche (a quest’ultimo riguardo si ricorda, incidentalmente, che dovrà essere predisposta ogni misura di controllo, intervento, ristoro in caso di interferenze della  nuova tecnologia 5G con il broadcasting televisivo).

CRTV si batte affinché questo passaggio tecnologico non sia solo un espediente per garantire una maggiore capacità trasmissiva al 5G, ma un elemento per lo sviluppo competitivo della piattaforma televisiva e per tutto il settore audiovisivo nazionale – intendendo con esso il settore televisivo e la filiera che intorno ad esso ruota. La TV 4.0 costituirà infatti anche uno dei volani principali per incentivare il take up dei servizi a banda ultralarga da parte dell’utenza residenziale.